lunedì, 13 marzo 2006

"La parola non ha ne' sapore ne' idea
ma due occhi immobili petali d'orchidea
se non ha anima ....
Ti sento, la musica si muove appena
mi accorgo che mi scoppia dentro,
ti sento.. un brivido lungo la schiena
un colpo che fa pieno centro!

MI AMI O NO? MI AMI O NO?"


 

*A quell'uomo sceltissimo e immenso

io chiedo consenso a don Raffaè..*

musica e canto in libertà, la voce vola e io con lei.


 

JuanBelmonte alle ore 12:05
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sabato, 11 marzo 2006


Il cielo è grigio metallizzato, una luce ovattata e soffice che ferisce lo sguardo entra dalla finestra che vorrei chiudere, ma non ho voglia di alzarmi.

Tu sei vicina a me, così profumata e soffice, che non ho voglia altro che della tua pelle sotto le dita, ti accarezzo la schiena e tu mugoli piano, il bavaglio è troppo stretto? Mi spiace, ma dopo il terzo "Basta ti prego" stavi diventando noiosa, e non volevo colpirti ancora per farti tacere.
Ma perchè piangi? Non sei felice di stare con me? Non sei felice di essere mia? Non ti butterò via come un giocattolo, come farebbe ogni altro uomo dopo aver preso quello che vuole, così animalesco, brutale, squallido. No, no, stai serena bambina. Io ti terrò con me.

Vedi quella gabbia? L'ho costruita per te, pensando al tuo arrivo, alla tua presenza qui. Non voglio che tu te ne vada, il mondo là fuori sa essere crudele con esseri piccoli e fragili come te, io no. Tu non lo sai, ora non capisci, ma capirai.

Io ti amo.

Ancora piangi? Cara, ho capito. Non temere, toglieremo questo inutile apparato lacrimale con il bisturi, dopo la lingua ovviamente. Se necessario toglieremo anche mani e piedi, non ti serviranno più, mi prenderò io cura di te. Hai ragione a disperarti, mi rendo conto. La natura ti ha creata imperfetta, ed io devo renderti perfetta. Perfetta per me.

La mia bambola adorata.


JuanBelmonte alle ore 11:46
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giovedì, 09 marzo 2006

 

Comincio dunque a scrivere questo blog essenzialmente per colpa di Lou, o per merito suo, non saprei dirlo con certezza. ^_^

Il tempo scorre via veloce, dovrei studiare e non ne ho voglia, con l'ansia di finire e quella di dover cominciare un nuovo percoso, sempre più difficile, sempre più oscuro, chè nessuno scrive guide per lo studente quando devi lavorare ed ognuno ti dice qualcosa di diverso, il suo punto di vista, la sua esperienza, e tu lì che ascolti a mezzo e pensi "Ma io ce la farò?". Si apre la pagina, i pensieri scorrono. Ce la farò.

Domani

Non m'importa, non ti sto ascoltando. Alzo il volume della musica, riempie l'aria e la satura, le noti furenti di Du Reichst So Gut  camminano sulle pareti della stanza e so che tu le vedi. Le vedi e continui a parlare, vorresti  che io fossi, dicessi, facessi sempre qualcosa di diverso, e non ti basta, alzi tu la voce, ad un volume insopportabile che gareggia con il tedesco ringhiato dei Ramstein.

La mia pazienza sta finendo, la vena al centro della fronte si gonfia e pulsa dolorosamente, a ritmo con la mia rabbia sorda, ti sorrido e intanto penso di infilarti una mano in gola, ad affondare nella laringe, strapparti le corde vocali e costringerti a un sanguinante silenzio.

Sorrido e ti rispondo "Domani."

Te ne vai, chiudi la porta sbattendola, in faccia a me e al mio sorriso che si colora di pensieri di sangue. Perchè di odio saranno i miei pensieri. Fino a domani.

Domani. Assaporo la parola, la snodo fra le dita, e domani vedo che non ci sarai più. Come lo so? Lo so. Come lo saprai tu appena vedrai la materia cerebrale che schizza sul muro, una nuova decorazione per questa festa che hai voluto tu.

Auguri amore. Cento di questi giorni.

DU RIECHTS SO GUT.

JuanBelmonte alle ore 17:15
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