martedì, 31 ottobre 2006


La strada si snoda veloce davanti ai nostri occhi assonnati, il paesaggio un caleidoscopio ora verde, ora azzurro, ora bianco.

Viaggio e non m'interessa sapere quando arriveremo, il piacere è nel desiderio e non nell'atto, e così me lo godo in ogni sua profumata stilla d'asfalto, nicotina e profumo che hai messo su, non so la marca ma mi piace, la memoria olfattiva dice che ti ricorderà così e a me va bene.

T'abbraccio e sorrido, una canzone sottolinea il momento, sai le parole? Sì, e allora intoniamola assieme, che sia anche questo ricordo di oggi, la prossima volta sarà la canzone del nostro viaggio e non una canzone a caso.

Frammenti di viaggio che ricomporremo a casa, sorridendo all'invidioso Morfeo.

E ancora verde, azzurro, bianco, a tratti grigio. Il viaggio. La catarsi.

JuanBelmonte alle ore 13:00
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venerdì, 20 ottobre 2006




"Breathe with me
Breathe the pressure
Come play my game
I'll test ya
Psycho-somatic addict-insane
Come play my game
Inhale.. inhale. You're the victim
Come play my game
Exhale.. exhale.. exhale .."

(Breathe, Prodigy..dedicato alla Famiglia)

JuanBelmonte alle ore 10:21
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giovedì, 19 ottobre 2006

"In fondo non contava quanti anni avessero, o che fossero delle ragazze, ma solo il fatto che le avevamo amate e loro non avevano udito il nostro richiamo; non ci odono neanche adesso che siamo quassù, nella casa sull'albero, con i capelli un po' radi e un po' di pancia, e le chiamiano dalle stanze in cui sono entrate per trovare la solitudine eterna, la solitudinde del suicidio, che è più profondo della morte, le stanze dove non troveremo mai i pezzi per rimetterle insieme."

( Le vergini suicide, Jeffrey Eugenides)


JuanBelmonte alle ore 08:53
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mercoledì, 18 ottobre 2006


Pensieri notturni


Quello che vorrei, m'ha chiesto, quello che vorrei dalla vita. Una domanda così banale che m'ha lasciato spiazzato, senza parole una volta tanto.

Che vorrei? Che voglio, semmai, il condizionale lascia adito a troppe possibilità, e non credo di volerle analizzare tutte, è una fatica immane programmare, una fatica che lascio volentieri ad altri.

Una famiglia? No, assolutamente no, non voglio un'estranea in casa con un marmocchio frignante che diventerà un adolescente cafone che mi sbatterà le porte in faccia e che diventerà un adulto grigio e grasso con un sorriso falso su quella faccia di merda ogni volta che verrà a trovarmi, magari in ospizio

Un lavoro? Starmi a sbattere per qualcuno che lavora per qualcun altro in una catena di impegni e responsabilità via via crescente senza uno scopo, a ricordarmi che siamo sei miliardi di persone al mondo e che non conto molto più di un fuco nell'alveare? Assolutamente no, quindi. Tanto nessun lavoro mi piace, nessuno m'interessa, non c'è possibilità di creare qualcosa di nuovo.

Voglio essere immortale, voglio essere ricordato, questo sì. Questo mi piace. Ted Bundy, Charles Manson, quelli sì che se li ricordano tutti. Hanno fatto una brutta fine? A me non capiterà, io non vado certo a sbandierare quello che ho fatto, magari lasciando criptici messaggi alla polizia o tenendo in casa qualche trofeo puzzolente, dico, ci vogliamo ragionare sulle conseguenze dell'egocentrismo?

Ma qua sorge un altro problema. Hanno fatto tutto loro. Lo Squartatore con le prostitute, Ted Bundy con le autostoppiste, Manson con la setta satanica, per non parlare di Barbablù con le mogli, dell'antropofago russo, del conciapelli americano, insomma persino nell'omicidio seriale non si può più essere originali.

E mentre mi balocco con questi pensieri, l'incauto curioso se ne sta con il tubo della doccia che gli esce dallo stomaco, nella mia vasca da bagno, e venitemi a dire che non sono ospitale. Sta sporcando tutto e non ho fatto un fiato.

Ora torno di là a parlarci, magari lui ha l'idea risolutiva di cosa fare della mia vita, sembrava uno dalle idee chiare.

Se è morto, beh pazienza, si sa che ci tace acconsente, e di questi tempi giusto un cadavere ha tempo d'ascoltarti.


JuanBelmonte alle ore 10:20
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mercoledì, 11 ottobre 2006


"Sarà che tutta la vita è una strada con molti tornanti
e che i cani ci girano intorno con le bocche fumanti
E se provano noia, tristezza o dolore o amore, non so..
Sarà che un giorno si presenta l'inverno che ti piega i ginocchi
e tu ti affacci da dietro quei vetri che sono i tuoi occhi
E non vedi più niente, più niente ti vede, più niente ti tocca..

Sarà che io col mio ago
ci attacco al sera alla notte
E nella vita ne ho viste, ne ho prese e ne ho date di botte
Che non fanno più male, nemmeno mi bruciano più
Dentro al mio cuore di muro e metallo, dentro la mia cassaforte..

..chiamatemi Mimì..

..per i miei occhi neri, e i capelli, e i miei neri pensieri...

Sarà che tutta la vita è una strada e la vedi tornare
come le lacrime tornano agli occhi e ti fanno più male..
..sarà che i cani stanotte alla porta io li sento abbaiare.."


("Mimì sarà", Francesco de Gregori)

JuanBelmonte alle ore 23:39
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sabato, 07 ottobre 2006


"Intellettuali d'oggi, idioti di domani
ridatemi il cervello che bastan le mie mani
Profeti molto acrobati della rivoluzione
oggi farò da me, senza lezione.
Vi scoverò i nemici per voi così distanti
e dopo averli uccisi, sarò fra i latitanti
Ma finchè li cerco io, i latitanti sono loro
Ho scelto un'altra scuola..son bombarolo!

Potere troppe volte delegato ad altre mani,
sganciato e restituitoci dai tuoi aeroplani
Io vengo a restituirti un po' del tuo terrore,
del tuo disordine, del tuo rumore.."

("Il bombarolo", Fabrizio de Andrè)


"Dormi sepolto in un campo di grano,
non è la rosa, non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi..

Fermati Piero, fermati adesso,
lascia che il vento ti passi un po' addosso
Dei morti in battaglia ti porti la voce
Chi diede la vita ebbe in cambio una croce.."

(La guerra di Piero, Fabrizio de Andrè)

JuanBelmonte alle ore 09:13
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giovedì, 05 ottobre 2006


Comincia un altro giorno, l'ennesimo. Che entusiasmo, quasi quasi esco ad appendere uno striscione "La Mala Suerte lives here."


Che tradotto in italiano credo sia l'equivalente del nostro "pessimismo e fastidio", come al solito in inglese suona meglio, non si può battere "nervermore" con il dissonante e quasi infantile "mai più".

Accendo la prima sigaretta, droga legalizzata dallo stato. La prima ha un gusto strano, in contrasto netto con quelle del resto della giornata, mai troppe chè si rischia cancro et mille malanni simil affini, questa sa di rimprovero, di "Ancora fumi, ma non ti rendi conto che fa male? Guarda quanto sta meglio chi non s'intossica i polmoni!".

Resta che i rimproveri mi scivolano sulla pelle come l'olio sull'acqua, si raggrumano in piccole gocce e cadono a terra, sarà che ne ho ricevuti così tanti da non distinguere più gli utili dagli inutili. Sarà che chi rimprovera la coscienza pulita di candeggina non ce l'ha nemmeno a sbiancarla.

"Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio.."

Saggio De Andrè, ironico e mai rassegnato cantautore delle idiosincrasie del quotidiano.

E sia, buongiorno mondo..e fanculo alla maggioranza.

JuanBelmonte alle ore 08:10
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