venerdì, 28 settembre 2007


[And all the roads we have to walk along are winding
And all the lights that lead us there are blinding
There are many things that I would
Like to say to you
I don't know how

Because maybe
You're gonna be the one who saves me ?
And after all
You're my wonderwall..]


Sempre così..una canzone a ripetizione nello stereo, la musica s'insinua nei pensieri e nel quotidiano, fino a che non diventa
mia.

"Wonderwall" degli Oasis, ad esempio. Riposa nell'aria della mia stanza da un paio di giorni e un sentito grazie ai Gallagher bros per ogni accordo di chitarra.

Settembre sta finendo. Un sospiro e un arrivederci all'unico mese che si può dedicare ai sogni d'adolescenza.


JuanBelmonte alle ore 11:33
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lunedì, 24 settembre 2007

Pensieri sparsi


                                                                                            
Alla fine di un esame c'è sempre una spiacevole scarica adrenalica, utile soltanto all'esplosione del mal di testa e delle crisi da carenza affettivo/ nicotinica
, in qualunque modo l'esame sia andato, ovviamente.
Se è andato male si verifica anche la sindrome sommatoria di isteria/rabbia/ depressione mutevole assestante verso l'odio cosmico.

Prospettive di lavoro per
la prossima vita, meglio organizzarsi per tempo:

1) Modella di intimo:
pregio: costrizione all'ottima forma fisica.
difetto: mantenimento troppo faticoso della stessa

2) Commesso viaggiatore:
 pregio: viaggi gratuiti
difetto: insufficiente risposta alla domanda "che fa un commesso viaggiatore?"

3) Attore:
 pregio: recitazione+ marcato fancazzismo fra i lavori
  difetto: disoccupazione+ necessità di darla in giro

4) Gelataio:
 pregio
: produrre gelati
 difetto: consumare gelati

5) Pasticcere:
 pregio: produrre dolci
 difetto: consumare dolci (come sopra)

6) Commessa:
 pregio
: non necessità di studi
 difetto: probabili crisi schizzoidi di violenza vs. i consumatori

7) Ingegnere:
pregio: nessuno
difetto: perdita di capelli

8) Psicologo:
 pregio: farsi i cavoli altrui
 difetto: necessità di curare i cavoli altrui

9) Dentista:
 pregio: cospicuo guadagno
 difetto: studio noioso+aliti altrui

10) Doppiatore:
 pregio: dare voce a grandi attori
 difetto: necessità di acquisto Remington contro untori di raffreddore

11) Istruttore di aerobica:
pregio: forma fisica stellare
difetto: fatica abnorme e ingiusta

12) Cantante:
pregio: alto divertimento
difetto: rischio di ansia da prestazione

Alle volte questo mio realismo è una vera palla al piede. >_<

[..e accade sempre quel che accade
e a volte non me lo ricordo
ma stai tranquilla amore mio
che sei una stronza non lo scordo..]

                                             


JuanBelmonte alle ore 12:32
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giovedì, 20 settembre 2007

Appunti sparsi


Lookin' for sunshine

Oggi, nell'uscita fondamentale della pausa sigaretta (smettere di fumare, smettere di fumare, smettere di fumare, il mantra impossibile di questo mese) mi sono soffermata davanti al cielo, azzurro strinato di nubi, sospeso sui Castelli.
Così azzurro e tenero, il cielo di settembre, il cielo dei ricordi, dei miei ricordi.

Ed ho sospirato, tra una boccata di fumo e l'altra. Bianco su azzurro, odore di nicotina che resta impresso sulle dita, la mia prima sigaretta, era settembre..non l'ho nemmeno aspirata, ma l'aroma è rimasto, a lungo, sulle mani, a farmi compagnia e a ricordarmi che quella prima sigaretta sapeva di libertà.

Un sospiro, dunque, un lungo, enorme sospiro di quelli che ti lasciano il cuore stretto fra polmoni e diaframma, lì a battere più lento, intimorito quasi da te che lo richiami all'ordine.
 Saudade, la chiamano i portoghesi e i brasiliani e tutti quelli quelli che sanno quant'è vasto l'oceano.

Quanto la malinconia.

"..quello che provo non si può dire
e non lo dirò
Il bell'amore mio
prima i tuoi occhi
e dopo io..
Il troppo amore mio
per i tuoi occhi..
..campane di domenica, il dindondio
che bell'amore, l'amore mio.."







JuanBelmonte alle ore 22:42
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domenica, 09 settembre 2007

Favole in nero


De brevitate noctis.

Allungare la mano, prendere la pistola, armare il cane, sparare. Facilissimo.
E' sempre stato facile. Un gesto ripetuto così tante volte da essere automatico, come parlare, come scrivere, come respirare. Un tempo, respirare, ma ricorda ancora come si fa.
Gonfia torace, sgonfia torace.
Prendi pistola, premi grilletto.

La pistola fissa Bill e Bill la fissa di rimando, nero contro azzurro, e il tempo che scivola e rantola in minuti densi come miele caramellato.
Lo spazio fra lui e lei, poco più d'un braccio, sembra via via dilatarsi, espandersi inesorabile: impossibile contenerlo fra quelle quattro mura di cemento e carta da parati bianca a righe nere, linee verticali, bianco-nero, pavimento-soffitto,
soffitto-pavimento.

Impossibile, Bill, impossibile. Così vicini eppur così lontani, io e te.

Immobili ed immoti entrambi, una partita giocata fra muti sguardi, dall' incerto vincitore, e dall'ancor più incerto esito, almeno, per chi non conosce le spirali voluttuose d'una maligna vendetta.

"Tutto questo non sta accadendo davvero." sbotta Bill d'un tratto, e il suono della sua voce dilania il silenzio inquieto della notte tersa di neon, seguito dal rumore sordo della sedia sbattuta a terra quando si rialza, ringhiando fra sè.

S'aggira a larghi passi per la stanza e non vuole cogliere il nesso che uno spettatore vedrebbe con un animale in gabbia.
Io non posso perdere, si ripete fra sè, in quel passeggiare furioso, tutt'intorno al tavolo, giro rotondo per tavolo quadrato.
Io non posso perdere, perchè io non ho perso mai.

Eppure, l'ha vista. E preferisce credere ai suoi occhi piuttosto che alla voce sempre più flebile della ragione.
L'ha vista, la SUA Colt, mentre gli si avvinghiava alla mano in una morsa vorace, corrodendo il guanto come acido, come un dannato veleno.
L'ha sentita ridere, ne è sicuro, mentre la pelle della mano sfrigolava e lui urlava di dolore, lasciandola cadere di schianto sul tavolo.

"Non è possibile. Non è vero. Non è vero."
Se lo ripete così tante volte ad alta voce da esserne quasi convinto.
Ma il "quasi" non basta a convincere la Bestia, che dietro i suoi occhi scruta con ira e paura quell'oggetto, una volta amico, ora pericolosa, ignota entità che della sua Colt, nè sicuro, ha soltanto le fattezze.

E lei, la Colt, sempre lì, sul tavolo, a declamare la sua innocenza di pallottole e caricatore, puntando accusatoria il suo nero occhio di morte su Bill.
Seguendo anche lei, con lento movimento rotatorio, il nervoso comporre di passi del vampiro.

Non ti ho mai tradito, Bill, perchè dovrei tradirti ora, amico mio? Sono sempre io. Forse più viva di quanto lo sia mai stato tu.

Bill non ricorda, o non vuole ricordare, la zingara bambina che gli puntò contro due dita in battaglia, indice-medio a formare una rozza, infantile pistola.
Non ricorda quelle tre parole in Rom, mormorate con un ghigno raccapricciante, che suonano nella sua lingua natia come " Finchè morte non vi separi."

Non lo ricorda, e non lo ricorderà, mentre fissa con ira e paura crescente la sua Colt scendere dal tavolo, seguendo le linee del legno, giù fino al suolo, in uno stridere di acciaio temprato contro il marmo.

Vengo da te, Bill. Non mi lasciare.

Il Bagatto, Bill, il Bagatto. Vediamo come te la cavi, adesso. Fammi vedere se corri più veloce del diavolo, io scommetterò su di te, contento? E pregherò per te, Oruburos, che tutto ti sia reso, tutto quello che hai fatto, che MI hai fatto.

La MIA Miryana per la TUA Colt.
Uno scambio equo.

Pensieri questi, silenti pensieri di una zingara bambina, che sorride a braccia conserte, nasino all'insù, sotto le finestre dalle quali vede fuggire Bill, più veloce del vento.

Ma più veloce del diavolo..no.





JuanBelmonte alle ore 10:58
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mercoledì, 05 settembre 2007

Appunti sparsi

Pensiero Stupendo


..nasce un poco strisciando, è vero.

Dopo questa rapidamente trascorsa estate sono giunta ad un paio di riflessioni cardine, quella che in anglofono idioma definiremmo "no way out".

Io, la refrattaria al matrimonio, l'ansiogena sui rapporti a lungo termine, l'accanita sostenitrice del pensiero made in Sordi "
Sposarmi? Fossi matto, che mi metto un'estranea in casa?" con il corollario made in Sara  "ognunopersèeDiopertutti", io che cambio idea e accetto una proposta di vita assieme, per sempre, nel bene e nel male.

Io, che vedevo la vita con uno zaino in spalla, a girovagare per il mondo con "SuperBeast" come colonna sonora, io che m'innamoro, e m'innamoro davvero.

Mi hanno detto che il matrimonio è la tomba dell'amore, la fine claudicante della passione, il rantolo estremo di ogni rapporto uomo-donna. Me ne hanno dette tante, le ho ascoltate tutto, con un bel sorriso.
E sono giunta alla conclusione che me ne fotto.

Mi sposo, appena conseguita la beneamata laurea. Con un brindisi tintinnante a chi aspetta che la felicità scenda dal cielo insieme alla pioggia, a chi la cerca fra le gambe dischiuse, a chi vive e si strangola di paranoie perchè non ha il coraggio di scegliere e vedere oltre l'orizzonte.

La seconda conclusione è l'attestazione prepotente che, se non dovessi laurearmi quest'anno, assoldo la banda musicale alto-atesina "Kartofell" e la pago per  stazionare con allegri canti montani sotto le finestre del Magnifico Rettore.
Almeno lo prendo per stanchezza. Almeno, spero.






JuanBelmonte alle ore 20:38
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martedì, 04 settembre 2007

Appunti sparsi


Back to labo, version 2.0

Una qualche fasulla, mistificatrice voce interiore mi rassicurava, in quel d'agosto, nei vari conteggi di tempistiche pro esami "Ma no, il laboratorio riapre il 15 di settembre!".

Salvo poi ricevere la telefonata del mio capo, in cui con garrula vocetta mi ricordava amabilmente, in data 31 agosto, che suddetto laboratorio avrebbe riaperto i battenti
BEN il giorno 3 settembre.

E ciò vuol dire, la fatidica mattina del lunedì 3 settembre, fantozziana sveglia alle 7 e 30, rallenty per casa nel tentativo di raccapezzare idee e vestiti e appunti, fuga per la vittoria per raggiungere il gold standard delle 8 e 45 in metropolitana...gold standard raggiunto nel trascorso anno
ben e dico ben 3 volte, con tanto di stupefatta espressione dei prof "Oh, in tempo oggi!".

Potrebbe questo essere l'ultimo dannatissimo anno di frequentazione della mia mirabile facoltà? Si potrà sperare che io riesca finalmente a laurearmi dopo otto anni di fedeltà incondizionata, visto che sto sbarcando nel nono senza ancora un soldino in tasca e con tanta voglia di lavorare da Medico e non da "quasi Medico"?

Sfogo doveroso d'un laureando in Medicina che vorrebbe tanto divenire un giorno ricercatore d'Oncologia..e che teme invece che diverrà il medico di famiglia della zia Peppa.

Emigrare, gente, emigrare. Tutti nel profondo Nord ad esercitare la professione medica, che i posti non scarseggiano e non si viene trattati da pirla dal primo grasso, laido, pelato raccomandato che capita..o dalla prima tettuta, bionda, inutile sgualdrina che capita.

Punti di vista, diversi da quelli dell'anno precedente.

Da ieri, laboratorio version 2.0.

"It's wonderful, it's wonderful, good luck my baby.."





JuanBelmonte alle ore 19:12
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