lunedì, 21 gennaio 2008
Parola di Sepulveda
Mentre le prefiche nostrane continuano a stracciarsi le vesti, invocando che Joseph Ratzinger, “martire dell’oscurantismo laicista”, sia fatto santo subito e in vita; mentre Walter Veltroni si candida a diventare sindaco della Città del Vaticano e Fabio Mussi a essere ministro della Istruzione Cattolica; mentre in Italia si prepara un Family Year con tanto di roghi di professori universitari che portino un po’ di calore a piazza san Pietro, non arrivano i tanto temuti giudizi della stampa e delle autorità estere su quanto è avvenuto a La Sapienza. Cercando e ricercando non si trova granché.
In compenso, oggi c’è un articolo di Luis Sepùlveda su Dominio pùblico, che andrebbe letto integralmente, dove lo scrittore cileno afferma, tra l’altro: «L’Università di Roma, in una impeccabile dimostrazione della forza che può e deve avere la società civile e laica, ha obbligato il Vaticano a sospendere una visita papale inspiegabile, dal momento che se esiste un luogo nel mondo che deve rimanere libero da “paparruchadas”, dogmi e soverchierie, è precisamente l’università (…). Ratzinger e il Vaticano potranno condannare gli studenti de La Sapienza – già l’ha fatto a modo suo il pusillanime Prodi – le donne che abortiscono esercitando il diritto di essere padrone del proprio corpo, i ragazzi che studiano Educazione civica, i giudici che sposano persone dello stesso sesso, gli scienziati che fanno esperimenti con le cellule staminali, però è evidente che qualcosa si sta muovendo, proprio come disse Galileo: “eppur si muove”».
I “nostri” intellettuali, a proposito, cos’hanno detto? Ancora poco o niente. Forse hanno paura di perdere (e)lettori cattolici... Per loro, così coraggiosi, occorre un'altra citazione... cinetica, pardòn statica: "Ei fu siccome immobile".
www.paoloizzo.net
..ed io non posso che applaudire. Sic est.
JuanBelmonte alle ore
14:59
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domenica, 20 gennaio 2008
La mia idea sui pranzi di famiglia...

JuanBelmonte alle ore
14:44
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giovedì, 17 gennaio 2008
A te che ogni volta mi ospiti al mio giungere nelle nordiche sponde.
A te, che sopporti le mie manie di pulizia con placido stoicismo.
A te, che mi fai ridere come una matta quando comincio con i capricci.
A te, che un navigatore peggiore non ti poteva capitare e ancora ti fidi a scegliere la strada.
A te, dalla logica asciutta e stringente, ma dalla nascosta dolcezza.
A te, che balli la salsa come pochi e interpreti come altri pochi.
A te, che ci sei sempre, anche se lavori come un matto.
Dedicato al mio amico Tommy, perchè se lo merita tutto *_*

JuanBelmonte alle ore
19:01
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mercoledì, 16 gennaio 2008



JuanBelmonte alle ore
16:28
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