lunedì, 25 febbraio 2008



JuanBelmonte alle ore
14:53
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lunedì, 17 dicembre 2007
Il Natale sta arrivando, sono prontissima, lo giuro.
Come lo giuro tutti gli anni, e come al solito ci credo soltanto io e il mio amico immaginario, l'elfo Yuri. (immaginario non vuol dire che non esista. Vuol dire che lo vedo solo io *_*)
Cosa regalare a Marco I d'Asburgo? Cosa regalare alla mia batteria di migliori amici e amiche? E a mia sorella? E al mio capo? °_°
Dubbi atavici che permeano le mie notti di domande insinuanti come "L'anno scorso, te lo ricordi cosa hai regalato?".."Ma la lista che dovevi preparare da Ottobre?".."Ti rendi conto che dovrai usare un mitra per farti largo nei negozi".. e "Perchè non andiamo a svernare in Messico?".

E l'albero di Natale. Sono BELLISSIMI quelli altrui.
Io non ho la benchè minima voglia di appendere palle colorate su un albero posticcio, mettergli su dei festoni e sentirmi festosa nel mal di testa che sussegue al "Ma troppe palle a destra? Troppe a sinistra? C'è equilibrio? Dove metto l'angioletto? E l'intento cromatico com'è riuscito?", parlando anche da sola come i matti, rivolta all'albero, ai festoni e alle palle, quelle che girano e non.
Non vi lamentate se mi svacco davanti ai vostri bellissimi alberi di Natale, con un sorriso beota e un bicchiere di alcolico a caso in mano.
E' un modo elegante per dirvi che siete stati più bravi di me.

JuanBelmonte alle ore
12:10
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mercoledì, 17 ottobre 2007
Il lavoro che tutti vorrebbero fare
Ore 9.30.
Ora d'entrata in laboratorio. Nel 90% dei casi la prode Sara a quest'ora è ancora in macchina, imprecando contro i neopatentandi, le vecchiette che attraversano alla cazzospintodiprepotenza, i ragazzini segaioli, e insomma, contro tutto ciò che si frapponga fra lei e la necessaria meta.
(l'idea di sabotare l'orologio del laboratorio è venuta più volte alla prode laureanda, fra risatine diaboliche. Purtroppo il malefico proposito è stato bocciato alla invalidante scoperta che non esiste soltanto quello, di orologio, nel dipartimento.)
Ore 10.00
Arrivo trafelato in laboratorio, appoggiare borse, raccapezzare ottima scusa per il ritardo, quasi mai (giustamente, ndr.) creduta.
Se il mattino sorride agli audaci, ci si avvia caracollando verso la macchinetta del caffè (Laude et Gaudio, onoramus la sacra macchinetta distributrice di caffeina a poco prezzo!) con confidenze e sigaretta annessa.
Se il mattino sorride a tutti tranne te, il capo inizia a sparafleshare ordini a destra e a manca, con pausa di comprensione definitiva di circa 1, 5 secondi.
"Prepara questo!"
"Setta il timer per quest'altro!"
"Controlla se abbiamo ancora questo!"
"Ti sei scritta quest'altro?"
"Dove ho messo il cellulare?"
"Mi ricordi che fra mezz'ora devo telefonare al dott. X?"
"Hai salutato la prof?"
"Ma te lo ricordi che dobbiamo fare oggi?"
L'espressione falso stolida della Sara (--> @_@), che s'è persa al punto uno della lista, la salva dai susseguenti "Diamoci una svegliata" e "Possibile che devo sempre ripeterti tutto?", enunciati con un tono amichevole da far invidia al prof. Piton.
La follia delirante di timers&preparazioni di solito ha una pausa fortunosa verso le 13/14. Ma c'è una gabola, ovviamente: si mangia un panino fra un tempo e l'altro, quando va bene. Quando non va bene, può darsi che il panino tu possa vederlo verso le 4: vederlo, perchè t'è passata la fame.
Metodiche utilizzate da Sara per l'ottimizzazione del tempo in labo:
1)Associare panino e sigaretta, un morso e un tiro, fantastico!
2) Trovare, con laidi metodi, un volontario che porti su il caffè
3) Sfumazzare nel bagno, preferendo la nomea di incontinente a quella di fumatore accanito
4) Tappezzare di post it la scrivania, oltre all'effetto scenico/colorato, rendono bene l'idea dell'organizzazione mentale del tempo (ossia: nessuna, ma i post-it rosa sono una tentazione irresistibile)
5) Seguire passo passo il suo capo, l'esercizio fisico compiuto da quella donna è proporzionale agli allenamenti di Yuri Chechi.
Il pomeriggio non migliora, raggiungendo il picco della fase delirante quando giunge la prof che viene a controllare l'andamento dell'esperimento. Dopo numerose delusioni&incazzamentos, s'è dovuto imparare a codificare il significato recondito del suo sacro verbo.
"Potevate fare meglio"--> "Non è poi così male, su!"
"Non vorrei che fosse un alibi questo"--> "Tirate fuori una scusa migliore"
"Mi chiedo come sia possibile.."--> "Non lo so nemmeno io, diamine!"
"Io penso che..bla..bla..bla"--> "Non è che voi non lo sappiate. Soltanto io lo so meglio!"
Il ritorno a casa (agognato!) è costellato da commenti/puzze varie di elementi sicuramente cancerogeni/ ansie da giorno da dopo, altro che prestazione.
E quando alfine giungi alla magione, sei accolto da un isterico "A quest'ora torni? Ma che hai fatto tutta oggi??".
Beh, so' soddisfazioni.
Tesisti di medicina, uniamoci!!!!

VOTA ANTONIO! VOTA PEPPINO! VOTA ASTOLFO! VOTA PER LA LAUREA PRIMA DI SUBITO!
JuanBelmonte alle ore
10:24
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martedì, 12 dicembre 2006

Diego è nato!!
Benvenuto piccolino *__*

JuanBelmonte alle ore
11:56
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martedì, 31 ottobre 2006
La strada si snoda veloce davanti ai nostri occhi assonnati, il paesaggio un caleidoscopio ora verde, ora azzurro, ora bianco.
Viaggio e non m'interessa sapere quando arriveremo, il piacere è nel desiderio e non nell'atto, e così me lo godo in ogni sua profumata stilla d'asfalto, nicotina e profumo che hai messo su, non so la marca ma mi piace, la memoria olfattiva dice che ti ricorderà così e a me va bene.
T'abbraccio e sorrido, una canzone sottolinea il momento, sai le parole? Sì, e allora intoniamola assieme, che sia anche questo ricordo di oggi, la prossima volta sarà la canzone del nostro viaggio e non una canzone a caso.
Frammenti di viaggio che ricomporremo a casa, sorridendo all'invidioso Morfeo.
E ancora verde, azzurro, bianco, a tratti grigio. Il viaggio. La catarsi.
JuanBelmonte alle ore
13:00
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