venerdì, 04 luglio 2008
Un'estate al mare 2..vabbeh -_-
Fa caldo.
Fa caldissimo.
Si suda e si boccheggia, ogni gesto crea un'alone fastidioso sotto le ascelle, nell'incavo dei seni. Vorrei proporre una petizione al Padreterno, perchè elimini l'estate, almeno, le temperature sopra i venticinque gradi.
Il mondo può serenamente fare a meno dell'Equatore, ne ho quasi certezza.
Nonostante la mia idiosincrasia ai siti balneari, quest'anno io e l'amato abbiamo come meta vacanziera il mare, con sorella e cognato a dar man forte: spero per Matteo e signora che siano pronti al florilegio di lamentele e sospiri che nasceranno all'insorgere dell'afa e al successivo decadere della mia già scarsa pazienza.
Un film, due libri e due canzoni a tenermi compagnia in questi giorni di studio matto&disperatissimo: "Il falsario", "Glamorama" di Ellis e "Middlesex" di Eugenideès, "Perfect day" di Lou Reed e "Ruska" degli Apocaliptyca.
Almeno loro sono immuni dall'ansia da esame.
Inaugurato, fra l'altro, il caffè delle 18.30 con quei due santi di Micol e Francesco: non so se siano immuni al clima stressogeno che so creare in periodo da stress, ma hanno la compiacenza (pudore? pietà?) di fingersi interessati ai miei scleri *_*
E come non comunicare, nunc et hora, il mio sudato approdo (e riuscita!) all'esame di Pediatria, nientemeno che con Sua Eminenza (BACIAMO LE MANI!) Del Principe..
Prof "Ha già pensato alla specializzazione?"
Sara "Certamente, oncologia di laboratorio."
Prof "Oh, bene, dunque sarà preparatissima in oncologia. Potrei chiederle qualcosa, che so, sul tumore di Wilms."
Sara "*_*!" (occhietto luccicoso di felicità, odor di trenta nell'aria)
Prof "Ma sarà preparatissima, mi parli di quello che le ho chiesto l'altra volta, la sindrome nefrosica"
Sara ">_<" (occhietto iniettato di sangue, propositi omicidi, trenta che se ne svolazza via lontano con tanto di salutino -bye bye baby!-)
Poteva andare peggio, no?
Poteva piovere.
Anzi no.
Poteva far caldo.
E infatti c'erano trenta gradi.

JuanBelmonte alle ore
14:17
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giovedì, 26 giugno 2008
Parola di Luca:
"..mi raccomando, vestiti professionale... debbo affascinare questa tizia abbagliandola con un'aura di mondanità raffinata."
Come non restare basiti di fronte a tanta, siffatta genialità? *_*
JuanBelmonte alle ore
18:06
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martedì, 06 maggio 2008
Poteva andare peggio? Sì, poteva imboccarti in casa un Emo! *_*
Non ho ancora digerito l'esito delle elezioni.
Con un sorriso di plastica mento asserendo il contrario.
Mento sapendo di mentire, mentuccia, mentolo e talco mentolato.
Ad ogni scheda che aprivo nel seggio, ad ogni notizia, ed alfine al rush finale è nata in me la consapevolezza che l'unica sinistra rimasta è la mano in tasca.
Oltre alla certezza che "perchè nulla cambi, tutto deve cambiare": non credo che l'amato Tomasi da Lampedusa sbaglierà proprio ora, e con compiaciuto disfattismo attesto che questa diciassettesima legislazione non sarà affatto diversa dalle altre.
O forse lo sarà, in peggio.
Se dovesse esserlo in meglio, prometto di pagare un litro di birra ad ogni berlusconiano che incontro.


JuanBelmonte alle ore
12:30
ringhiando contro il cielo, pensieri mali | commenti (3) | commenti (3) (popup)
mercoledì, 09 aprile 2008
Premessa: post ad elevato contenuto di sarcasmo, la direzione non risponde di eventuali malumori e mugugni. Nè ci sarà risposta ai dissidenti, dei quali la direzione si disinteressa, seguendo ella la noveau politica dell'ignore.
Oggi vi racconto e mi racconto una storia, divertente quanto surreale. E quel che è meglio, è una storia vera.
Scriverla altrove significherebbe censura, inutili vespai, reazioni a catena di chi ha troppo bisogno di avere l'ultima parola: io l'ultima parola non la voglio, ve la regalo con amorosi intenti, e lascio spazio a questa storia che sarà un monologo, risultato di tanti altri monologhi.
Il tutto inizia da un sito di gioco di ruolo, e da lì la storia parte.
C'era una volta un sito di gdr, ove c'era simpatia e reciproco divertimento.
C'era una volta un master di questo sito (niente sadomaso, soltanto narrazione, sia chiaro), una bella persona, niente da dire...una bella persona franca, di quelle che non se la prendono se perdono, distribuiscono critiche costruttive, elaborano discorsi sensati, accettano opinioni opposte alle loro, sanno come va il mondo e, specialmente, non parlano alle spalle. (orrore et vituperio, ei è persona limpida se non cristallina!) Questa persona la chiameremo..lo Sparasentenze.
Un'altra persona di tal risma è un'amichevole nordica, dal sorriso aperto, la mente ricettiva ad assorbire personalità altrui, che non litiga per futili motivi, non s'inacidisce se non può giocare l'Anziano Toreador PNG, nè tantomeno copia e incolla log (opportunamente modificati) di conversazioni avute con altre persone. Assolutamente, mai sia! Neppure nel suo blog ci sono pensieri copiati da altri eminenti, perchè si sa, l'originalità è tutto. Questa persona la chiameremo..Copycat.
Nell'elenco protagonisti non può mancare un altro amorevole personaggio, persona dagli inesistenti complessi esistenziali, amato dalle donne, desiderato oltre ogni dire, dalla fisicità imponente e dalla fluente chioma, anch'egli affatto turbato da manie di persecuzione, nè tantomeno giocatore scorretto, tutt'altro! Ei, definito da mala gente come cacciatore di exp, è persona retta e cristallina, di comprovata serietà. Purtroppo è un protagonista di serie B, e non certo per l'opinione della voce narrante. Lo chiameremo dunque lo Sfigato.
L'elenco sarebbe ben più lungo, in verità, comprendendo in sè l'Eminenza Grigia e il Coerente Nordico, ma loro lasciamoli fuori..alla storia hanno partecipato, come tutti, dando un loro personale tocco, ma la voce narrante non ha voglia di elencare ogni pregio e capacità di costoro, si raccontano da soli, o li racconta chi li ha conosciuti, e stranamente scartati.
Coprotagonisti, poichè intervenuti dopo, sono l'Erudito, che ha dato voce ai protagonisti della storia, appoggiandoli in toto, se non contravvenendo in rare occasioni all'opinione generale da essi generata...l'Erudito è persona di squisita intelligenza e profonda cultura, al quale basta regalare una caramella ed un complimento per averlo amico del cuore, ma egli, affatto appariscente individuo, non ammette tanta dolcezza d'intenti, preferendo la parte del cinico eppur vistoso goliarda (contradditio in terminis, lo so..chiedo venia per l'evidente incoerenza di siffatta descrizione), amico nella necessità (sua), fidato confidente (di se stesso) nonchè arguto interlocutore (finchè ha ragione.)
Ma ho perso il filo, nella mirabolante descrizione ora proposta...coprotagonisti, oltre all'Erudito, sono la Ragazzina Inutile, la Churga e l'Unto dal Signore: costoro, per motivi comprensibili o meno, appariscenti o meno, hanno contribuito allo snodarsi della storia.
Peraltro, la citata Churga, o Palletta che dir si voglia, seppur irrisa dalla maggioranza (qual malcostume!), seppur felicemente eletta fra gli Illustri dai protagonisti, torna a dilettare il pubblico in loci che aveva pubblicamente criticato..e torna con toni mielensi e mielosi da ragazzina di terza elementare. La direzione e l'autore le regaleranno un vocabolario.
In effetti, ci sarebbero altri da annoverare in questa intricata vicenda, e l'attento lettore avrà compreso che alcuna storia verrà narrata, perchè l'autore aveva soltanto piacere a tratteggiare i personaggi, nella maniera più accurata possibile: non tutte le storie sono interessanti, e questa, ahimè, risulterebbe di una noia mortale.
Tra gli altri, come dimenticare l'Omosessuale Francese? Animato da sacro intento e sacro fuoco, questo personaggino non può fare a meno di parlare, e parlare, e parlarsi anche un po' addosso, detentore del verbum sarcasticum, forse ignaro di non essere considerato quanto piuttosto compianto, se non deriso.
E come non citare l'Onesto Giocatore, vecchia conoscenza, dalla rara simpatia e dal dirompente carisma, amico di tutti e amato da tutti, specialmente, che distribuisce rare perle di saggezza dall'alto della sua levatura morale.
Ed ecco qua, l'autore qui vi lascia. Se vi siete riconosciuti, o avete riconosciuto qualcuno dei protagonisti o dei coprotagonisti, non esitate a chiedere o a dimandare delucidazioni.
In effetti, non c'è racconto senza morale e senza finale.
La morale è: grazie di esistere. Se non ci fossero persone come voi, come faremmo noi a sentirci migliori?
Il finale è: che mondo infame, questo. E qual mala persona mi sono addimostrata, anche e specialmente in quest'occasione. D'altronde, come disse qualcuno più saggio di me, se prendessi un lassativo le cagate uscirebbero dalla parte giusta, una volta tanto. Beh, di merda lui se ne intende, ergo sarà vero!
Aggiunta al finale: volete sentirvi realizzati nella vita, come i personaggi citati? Create un sito di gioco di ruolo, o cercate di farvi promuovere master in suddetto sito, possibilmente di Vampiri. Sono soddisfazioni, credetemi! Non si viene pagati e non si ricevono sconti al cinema, ma, ehi..volete mettere la contentezza di potere essere fighi e potenti in un mondo immaginario che si spegne con un click?
A bientòt, dunque, amati lettori. *_* E come direbbe qualche intellettualoide del menga di mia conoscenza...chapeau!
JuanBelmonte alle ore
18:23
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lunedì, 24 marzo 2008
Evviva la Pasqua, ove tutti credono che la festa consista nel mangiare puzzolente capretto/abbacchio/carciofi/pastiera e nel contemporaneo blableggiare del tempo/malattie/studio... non c'è speranza nè di un pranzo godibile, nè tantomeno (sic!) di una conversazione ai limiti dell' assolutamente et incredibilmente banale, almeno per me >_<



JuanBelmonte alle ore
19:32
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sabato, 01 marzo 2008
Tratto da un dialogo improbabile fra me e l'Armando avvenuto poco fa...
S: "Sto ascoltando i Nirvana, da quanto che non capitava...Drain you, sempre stupenda.."
A: "Eh, ti ricordi? Tanti anni fa, di questi tempi, eravamo nel garage di casa mia, a suonare proprio quella...! Pare passata una vita..."
S: "Certo che me lo ricordo..te scendevi in canotta e ciabatte, io avevo sempre dietro o il vocabolario di latino o quello d'italiano, DB veniva direttamente dallo studio del padre in cravatta nera d'ordinanza, Warhammer arrivava con il suo anticipo canonico di trenta minuti e ci accoglieva birra alla mano e pacca sulla spalla..E infatti dopo un po' svarionava, e ti accusava di non seguire le battute."
A:"Che poi io non ho mai capito perchè suonavamo prima di pranzo."
S:"Guarda che avevamo già pranzato tutti, chi in un modo, chi nell'altro. Io, per esempio, mi portavo dietro un panino, e mangiavo sul treno."
A: "Mi stai dicendo che ero l'unico coglione che veniva a suonare senza aver mangiato?"
S:"Beh, puoi metterla così...venivi dalla colazione, e non dal pranzo. Te sabato non andavi mai a scuola e facevi il cazzo che ti pareva..una volta ti sei svegliato 10 minuti prima delle due, dai!"
A:"Sì ma la colazione non è pranzo..."
S: "Per questo eri tronco già alle 5 di pomeriggio e ti sfuggivano le bacchette dalle mani?"
A: "No, che c'entra, ero sudato, e poi avevo fame.."
S:" Ti scappavano le bacchette perchè avevi fame?"
A:"Non lo so, non me lo ricordo.."
S:"Ma se l'hai detto due secondi fa Thunder! Ero sudato e blabla!"
A: "Ho detto che non mi ricordo se avevo fame, non se mi scappavano le bacchette, quello lo so, cioè, mica sono scemo. E blabla non l'ho detto di sicuro!"
S:" VABBEH.."
A: "Resta che io non pranzavo mai, porca puttana."
S:" E quindi, come pensi di rimediare a questa terribile onta del fato?"
A: "Non lo so, il fatto è che, secondo me, mi deconcentravo perchè pensavo alla fame e la fame non mi faceva ricordare l'attacco.."
S: "Sì, mo' la fame ti faceva mancare il rullante..e poi che c'entra? Non era per tutta quella birra che avevi in corpo, no eh?"
A: "La fame c'entra sempre."
S: "VABBEH!"
E a questo punto mi domando e chiedo..ma sarà colpa dell'Armando che è così o mia che gli dò anche corda? >_<

JuanBelmonte alle ore
13:51
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martedì, 12 febbraio 2008
Il buongiorno si vede dal mattino
Erano giorni che non lo vedevo, e un po' mi dispiaceva, in tutta franchezza.
Ma stamani, finalmente, nello sciabordio lento dei pensieri mattutini e il sottofondo ringhiato dei Rammstein, stamani insomma lui C'ERA *_*
Lui e la sua chitarra che ha visto tempi migliori, lui e la sua voce roca di fumatore accanito, lui e il suo romano greve, che contamina l'aria e strappa un sorriso a chiunque. Lui, il mio interprete preferito di De Gregori, Vasco, De Andrè, Guccini, lo stornellista solitario che m'accompagna nel tragitto dalla metro all'autobus.
E confesso, Vostro Onore, che più di qualche volta una canzone l'abbiamo intonata assieme..anche stamattina sì..*_*
"Ma io non voglio più
gridò lo sposo e poi
tutti pensarono dietro i cappelli
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio
e lui lo sa non è così
che finirà.."

JuanBelmonte alle ore
11:35
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giovedì, 17 gennaio 2008
A te che ogni volta mi ospiti al mio giungere nelle nordiche sponde.
A te, che sopporti le mie manie di pulizia con placido stoicismo.
A te, che mi fai ridere come una matta quando comincio con i capricci.
A te, che un navigatore peggiore non ti poteva capitare e ancora ti fidi a scegliere la strada.
A te, dalla logica asciutta e stringente, ma dalla nascosta dolcezza.
A te, che balli la salsa come pochi e interpreti come altri pochi.
A te, che ci sei sempre, anche se lavori come un matto.
Dedicato al mio amico Tommy, perchè se lo merita tutto *_*

JuanBelmonte alle ore
19:01
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mercoledì, 16 gennaio 2008



JuanBelmonte alle ore
16:28
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lunedì, 17 dicembre 2007
Il Natale sta arrivando, sono prontissima, lo giuro.
Come lo giuro tutti gli anni, e come al solito ci credo soltanto io e il mio amico immaginario, l'elfo Yuri. (immaginario non vuol dire che non esista. Vuol dire che lo vedo solo io *_*)
Cosa regalare a Marco I d'Asburgo? Cosa regalare alla mia batteria di migliori amici e amiche? E a mia sorella? E al mio capo? °_°
Dubbi atavici che permeano le mie notti di domande insinuanti come "L'anno scorso, te lo ricordi cosa hai regalato?".."Ma la lista che dovevi preparare da Ottobre?".."Ti rendi conto che dovrai usare un mitra per farti largo nei negozi".. e "Perchè non andiamo a svernare in Messico?".

E l'albero di Natale. Sono BELLISSIMI quelli altrui.
Io non ho la benchè minima voglia di appendere palle colorate su un albero posticcio, mettergli su dei festoni e sentirmi festosa nel mal di testa che sussegue al "Ma troppe palle a destra? Troppe a sinistra? C'è equilibrio? Dove metto l'angioletto? E l'intento cromatico com'è riuscito?", parlando anche da sola come i matti, rivolta all'albero, ai festoni e alle palle, quelle che girano e non.
Non vi lamentate se mi svacco davanti ai vostri bellissimi alberi di Natale, con un sorriso beota e un bicchiere di alcolico a caso in mano.
E' un modo elegante per dirvi che siete stati più bravi di me.

JuanBelmonte alle ore
12:10
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